La ragazza dagli occhi verdi

beautiful-beauty-model-1649791 (1)C’era una giovane donna il cui nome non ha importanza. Era visibilmente ammalata.

I suoi splendidi occhi verdi erano oscurati dalla visione di fantasmi che le impedivano di amare e di sentirsi amata. Era sola nella sua disperata ricerca di verità ma con paura e coraggio a poco a poco, facendo due passi in avanti e uno indietro si muoveva spostandosi quel tanto per intravvedere i primi raggi di sole anche nelle grigie giornate che ad un certo punto hanno iniziato ad emanare dei brillii e dei colori attraverso disegni, poesie, fiabe che lei stessa realizzava.

Come una tessitrice tesse il suo telaio, la sua vita era meno controversa, più accettabile….

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Vorrei…

 

Vorrei sostare

in un angolo adombro di stelle.

Felici illusioni se ne vanno,

lasciando il posto all’oblio..

L’ovvio è azzerato

e io con un cavallo alato

mi nascondo tra gli astri,

privi di luce e di beltà riflesse.

Ormai è tardi per riposare,

ormai è tardi per ridere.

Ormai è tardi.

Tardi per uscire

Tra i gigli e gli strass.

Le pose nei locali non perdonano.

Ormai è tardi per il dialogo .

Il soliloquio, parlare con i sassi,

allevia l’angoscia, l’istupidirsi

sul da farsi.

Ridere è un po’ vivere

Ma ridere comporta una cosa

a dirsi strana.

Comporta la parentesi

da tutto,  un’ epochè

da ogni, ogniqualvolta,

ogni sorta di stelle

si avvia a scomparire.

Io mi alzo , stanca del sole,

nostalgica del nulla che fino

a un’ora mi era stretto,

chiusi gli occhi, in un cielo nero.

Poesia dell’arco

Una freccia mi stava colloquiando.
Il dardo stava per essere lanciato con forza,
ma io percepii l’insicurezza
nel provare a darmi tregua.
Le cose sarebbero andate bene
se solo io avessi tirato con l’arco e
se solo io potessi volermi un poco di bene.
Un bene folle, che intravedo
in figure altre. Donne slanciate
dall’anima svettante e impavide
eppure all’apparenza così bisognose d’affetto.
Il sale è prezioso purché sia poco.
La paura è preziosa purché sia giudiziosa.
Tiro con l’arco e il dardo infinito corre.

Adesso va meglio. Il cielo è aperto e l’orizzonte non si allontana.

Cristina Giordanino

Essere significa essere felici?

Sappiamo tutti che la felicità è un battito di ali farfalle o di ciglia se preferite.Non si può essere eternamente beati e felici sempre… però possiamo arginare la passività e l’apatia ricordando tutto quello che ci fa battere il cuore.Per alcuni come per la sottoscritta sono le favole,le poesie,le biografie delle attrici ad esempio. Per altre persone é il ballo, il calcio o una serie televisiva. Io posso dire di esistere e di essere felice a tratti, ma immensamente. Grazie a tutti i lettori….

A Luciano

Ore dalle ali d’oro

di un tempo sospeso

da ogni dove,

grazie al tuo generoso

e felice soccorso.

Faro delle notti

sprovviste di stelle,

tu sei colui che ama,

che riama

con la lieve speranza

che il mio tempo,

pervaso da dolore indicibile,

possa, come una farfalla

volare librando….

Persa in una singolare tristezza,

trascorrevo giorni bui,

senza sole e colori,

malgrado la volontà

di creare per noi

abiti nuovi, fatti con la seta

più leggera d’Oriente.

Piangevo e al contempo

ridevo la mia spossante angoscia,

finché al riparo di un’umile grotta,

assaporai il profumo di quella sera d’inverno,

in cui il nostro sguardo intravide

l’antro più profondo di noi stessi.

Fu allora che il mio timido cuore

tornò a sorridere… marito mio.

Con pura e rinnovata ingenuità,

ti ascoltai, lasciandomi condurre

al tuo fianco,

dal mio piccolo paese

alla città che ti accolse…

Per gustare insieme la felicità delle piccole

e grandi cose…

 

Poesia scritta da Cristina Giordanino

Vincitrice del concorso di poesia Alhena 2016

Pubblicata sul catalogo Guerra e Pace nell’Arte – Alhena editore

LENTA POESIA

In una giornata di sole bollente

dopo un lungo peregrinar tra le vetrine,

la piazza del mercato attraverso,

sento l’odore pungente ed acre

e mi sento una privilegiata, una regina,

anche se non ho corone, né gioielli,

possiedo la grazia del vento,

che mi accarezza soave i capelli,

la voglia di un domani migliore,

un sogno tra la luna e le nubi

che ci sovrastano curiose,

tra il sussurrare della gente,

i clacson della città,

tra la domanda

” Signorina, lei ha un accendino? ”

tra il sorriso e la negazione,

torno nella via maestra, verso casa,

dove il profumo di mandorla

m’aspetta e dove

tra favole

oggi per davvero

esisto.

Cristina Giordanino

Cristina, mi racconti una favola?

La lettura ci fa approdare in un mondo magico… bisogna lasciare andare ogni resistenza e in un battito di ali ci ritroviamo con i personaggi da noi tanto amati, temuti, rispettati…in luoghi e mondi perfetti, in un cielo affollato di luminose stelle oppure tra gli alberi parlanti di una foresta sperduta.

E’come iniziare un viaggio emozionante, che creerà fiducia e sicurezza. Se volete incominciare con me questo viaggio, sarò lieta di presentare a poco a poco le mie fiabe.

A presto!

 

 

LA PRINCIPESSA DEL TEMPO

Vicino ad un antico mare, c’erano una volta un giovane e una fanciulla che desideravano tanto un bimbo : erano Re Futuro e Clessidra, principessa del Tempo! La dolce Clessidra, detta Clessy, la sera, dopo il tramonto, sussurrava al vento, guardando verso le nuvole “Il mio bimbo, il mio sogno ha occhi tondi e blu, vellutati come il mio adorato re.”

I giorni passavano, ma dal cielo nessuna notizia…

Non lontano, sulla dorata spiaggia dell’antico mare c’era un bimbo che amava ridere e giocare con gli animali del bosco… Poi, per ritemprarsi, allegramente si tuffava nel mare, e tra le spumose onde, un bel giorno s’imbatté  in una piccola conchiglia, da cui sbucò una bimba che già sapeva parlare. Era tenace e determinata, forse perché per troppo tempo era rimasta prigioniera nella minuta conchiglia.

La bimba era una sirenetta senza coda che così si rivolse al graziosissimo piccolo: “Angioletto, che fai ?”

Il bimbo rispose sereno “Gioco!”

La sirenetta senza coda lo rimproverò e gli disse che c’era tanta gente che aveva bisogno di lui, poi con tono infuocato, gli domandò “Perché ti ostini a nuotare, mentre tra le nuvolette dovresti stare … Che aspetti? Hai un prezioso incarico : quello di trovare un bimbo o una bimba che vogliano il cielo abbandonare … e tu giochi con il mare !?

“Non posso volare, perché ho piccole ali” rispose il bimbo.

Allora, la sirenetta senza coda, incuriosita, si preoccupò e dolcemente lo guardò, poi con un caparbio piglio gli disse ” ti sei arreso per pigrizia… sei un angioletto farabutto! ”

“Ehi, strana sirenetta, come ti sei permessa di chiamarmi così ? Io non sono un farabutto e per la verità non sono nemmeno un angioletto, sennò tra le nuvole sarei… ”

La sirenetta si scusò e proprio in quell’istante notò che le ali dell’angioletto erano rosse… Il bimbo scosse il capo e disse ” E’ una triste storia… Quando mi tuffai nell’antico mare per salvare il bimbo a me destinato, nel riportarlo in salvo, urtai con un riccio che scoppiò e mi bruciò le ali. Per tanto tempo ho atteso che le mie ali tornassero come prima, ma ciò non avvenne… così un giorno, ho pensato che il mio posto non era tra le sognanti nuvolette, ma nel regno del mare, di questo antico mare. Ora lasciami andare, voglio giocare!!”

La sirenetta, a lungo prigioniera e senza coda, capì il lungo discorso. S’accorse che quel bimbo era riflessivo e che non voleva darlo troppo a vedere… Era profondo come gli abissi marini.

Giocando con il mare, leniva le ferite e sorrideva per mascherare il suo sordo dolore, finché Clessy, la principessa del Tempo, non udì tra il vento la storia del piccolo senza ali! Subito volle conoscerlo e non appena lo vide gli sorrise. Il bimbo, per magia, incominciò a volare, poi però volle tornare tra le braccia della graziosa Clessy, per farsi dolcemente accarezzare. Aveva bisogno di attenzioni e dolci tenerezze. Insieme si avviarono verso il regno.

A palazzo, un sorpreso Futuro li aspettava!

Poi, tutti e tre, l’angioletto, la principessa del Tempo e il roseo re Futuro intrapresero un fortunato volo, alla ricerca di angeli senza ali e sirenette prigioniere di nobili conchiglie.

Vissero sereni per tutto il Tempo!

Favola scritta da Cristina G.

 

Avances milionarie

Mentre ero in viaggio per una località marina, mi trovavo in treno con mio marito che se ne stava tranquillo a leggere L’Espresso, sostenendo che gli articoli più interessanti erano quelli che non sfioravano la politica ma attraversavano gli argomenti più disparati possibili : scientifici, divulgativi, in ambito artistico…

Guardavo il paesaggio, un po’ Instagram e poi Internet : le scuole di poesia ( ma di ciò tratterò più avanti ) finché non ho estratto dalla mia borsetta nera un libro di Harmony Collezione intitolato Avances milionarie. Mi sono fiondata tra le pagine di questo libro scritto dalla bravissima Julia James e il mondo si è improvvisamente colorato di rosa. Le verdi colline, le casette bianche, persino il cielo e anche mio marito sembravano emanare un colorito pink ma molto soffuso, come le margherite di campo.

E’ un libro assolutamente meraviglioso. Io l’ho letto in un giorno. Centocinquanta pagine di sfumature rosa per le donne che credono ancora nei sentimenti.